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Centro di ricerche filosofiche "G.C.Vanini"




Vanini, Giulio Cesare (Taurisano, Lecce 1585 – Tolosa 1619), filosofo italiano. Compiuti gli studi presso le università di Napoli e di Padova, viaggiò a lungo in Italia e in Europa, soggiornando in Inghilterra, in Germania e in Francia, in particolare a Lione, dove pubblicò l’Anfiteatro dell’eterna provvidenza (1615), e a Parigi, dove uscirono i Dialoghi sui meravigliosi misteri della natura, regina degli dei e dei mortali (1616). Entrambe le opere, ispirate all’aristotelismo di matrice averroistica, gli valsero la fama di ateo e libertino. Trasferitosi in Spagna, a Tolosa, nel 1618 fu arrestato dall’Inquisizione con l’accusa di eresia e ateismo: venne riconosciuto colpevole e giustiziato l’anno seguente.

Avverso alle speculazioni metafisiche della scolastica, Vanini si confrontò con temi e problemi del naturalismo rinascimentale, in particolare col pensiero di Pomponazzi, elaborando una radicale forma di immanentismo che nega sia l’immortalità dell’anima, ricondotta alla sua origine materiale, sia l’onnipotenza e l’autonomia di Dio, identificato con la natura.

IL NOSTRO GRUPPO DI RICERCA E` DEDICATO A LUI