
“I FOLLETTI DELLA MONTAGNA”
“Decreto Legislativo n.460 del 1997”
SCOPO DI NATURA IDEALE :
Nasce a seguito di un’indagine conoscitiva nel mondo dell’handicap e delle esigenze viste, riscontrate e comunicate da parte degli operatori del settore, da parte delle famiglie di disabili e sicuramente cosa più importante da parte dei disabili stessi.
L’obiettivo di utilità generale collettiva è rivolto a tutti quei ragazzi disabili, con l’intento di favorire ulteriormente il loro sviluppo psicofisico e cercare di influenzare positivamente la qualità della loro vita e delle loro relazioni, relazioni con disabili e normodotati.
Il cuore pulsante del progetto è il disabile, dove la psiche, il mentale, il somatico ed il fisico sono in strettissimo collegamento.
La consapevolezza di avere un handicap limita l’essere umano e colui che lo circonda, ma la stretta relazione tra sviluppo psichico e acquisizione psicomotoria, cui la nostra attività è principalmente mirata, dà una consapevolezza diversa al disabile e ha chi lo circonda.
Le attività motorie sono alla base di qualunque riabilitazione sia per normodotati sia per disabili, riuscire ad incidere positivamente su potenzialità psicofisiche dona la possibilità di raggiungere obiettivi sempre più importanti.
Non bisogna considerare il deficit come unico punto su cui focalizzare la riabilitazione. Quindi l’obiettivo sarà considerare il disabile non per il deficit che ha , ma per ciò che potrebbe riuscire a fare ex novo.
Il disabile è una persona, non è la minorazione che lo colpisce che deve condizionare il nostro pensiero, vogliamo vedere il disabile nella sua interezza nel suo 100%, l’intervento va quindi mirato all’individuo e non solo alla sua limitazione funzionale psicofisica.
Lo sviluppo dell’individuo è il risultato dell’interazione tra la persona ed il suo ambiente, la minorazione comporta un rallentamento di relazione tra l’individuo e l’ambiente circostante.
La presa di coscienza da parte del disabile circa la sua capacità espressiva, le stimolazioni esterne, l’auto-affermazione diventa la palestra per il riconoscimento dell’individuo e lavorando su queste sinergie andremo a cercare nuovi presupposti e nuove sensazioni al disabile ed alla sua famiglia.
Il disabile che ha acquisito nuove competenze, sapere, saper essere e saper fare, si predispone ad una vita sociale più ampia sia all’interno della famiglia sia fuori del contesto familiare.
L’osservazione attenta del soggetto, le motivazioni dello stesso, l’ambiente circostante ed un programma personalizzato, realizzati in un contesto di vita normale, è l’obiettivo che ci poniamo:
L’individuo si affermi e sia percepito per ciò che è,
che realmente sa o può arrivare a fare.