casa dello studente


Certe volte ci fidiamo della vita dando tutto, certe volte non siamo ricambiati nella stessa misura.

Te ne accorgi subito, quando la persona che incontri condurrà una vita insieme a te, te ne accorgi subito, perché non ti fa mai soffrire, ti rispetta, ti da quello che ti serve nel momento giusto. Così era tra me e Michelone, il grande immenso uomo che ho conosciuto all`Aquila. In quella città stavo cercando, e avevo trovato il mio futuro. Il mio futuro era la mia carriera di studi e il mio futuro era la mia vita con Michele. Avevamo deciso di sposarci appena lui avesse finito i primi sei anni di medicina, ne aveva già fatti due. Solo quattro ne mancavano. Era un amore puro quello mio e di Michelone, un amore denso, vero, leale. Ricco di emozioni, di parole, di comprensione. Guardandolo al mio fianco, lui alto due metri, grande, immenso mi dicevo “a te nessuno farà del male” e mi sentivo al sicuro.

Era un fidanzamento pieno di progetti, che facevamo a piccoli passi ma che portavamo sempre a termine. Avevamo deciso come sarebbe stato il matrimonio, prima qui in italia e poi in israele. Nonostante la diversità di cultura e religione, mai avevo trovato un` anima tanto affine.

Poi, dopo tutto questo futuro programmato è arrivato un presente imponderabile, è arrivato un tempo che è durato 40 secondi, che ha lasciato dentro me solo il passato. Questo tempo, che fine ha fatto. Come è potuto succedere?

Io ho provato qualcosa di così intensamente crudele che non so neanche se è accaduto. Michele che ti è successo? Ho urlato quando ti ho riconosciuto sopra quella lettiga. Squarci, sipari, schegge incandescenti, tutto era dietro ai miei occhi, rimbalzando dentro al cuore. Si può morire così a 21 anni? E io come sopravviverò? Mi sento così sola.

Chezia Carlini 10 aprile 2009

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