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Biografia


Matteo Camiciotti Farkas nasce da una famiglia di artisti e disegnatori tessili dalla quale ha ereditato l’amore e la capacità artistica. Fin da piccolo si evidenzia la sua attitudine nel mondo dell’invenzione: servendosi del garage dove il padre riponeva gli attrezzi, Matteo creava “invenzioni” ricavando da vecchi giocattoli i pezzi di cui aveva bisogno. Inchiodava e assemblava legni e vari oggetti occasionali per ore e ore, convinto di realizzare qualcosa di “fantastico”. Questi momenti rappresentano in parte le fondamenta della sua futura attività artistica. Determinanti sono stati anche i luoghi dove è cresciuto e soprattutto lo stretto rapporto che ha avuto con lo zio, suo maestro per eccellenza. Da quest’ultimo infatti ha appreso i vari metodi che poi ha sfruttato prima nelle opere pittoriche cimentandosi in quella che ha definito “puzzle- art” (disegno, tecniche, colori e carte utilizzate sono tutti diversi tra loro ma, combinati razionalmente, danno vita ad un`unica opera, con una propria logica dominante) sconfinando in seguito con gli stessi principi nella scultura. Proprio nella scultura sta proseguendo una ricerca personale, nata quasi spontaneamente: infatti la sua produzione sembra un naturale evolversi del suo gioco infantile di creazione, di quando giocava a montare quasi casualmente insieme i pezzi che trovava nel giardino di casa per creare qualcosa di organico e sensato. Adesso sceglie i pezzi riuscendo a vederne il potenziale, non per ciò che sono e basta, ma per ciò che potranno diventare, ne percepisce il nuovo scopo, la nuova ragion d’essere. L’origine di questi materiali è sempre la stessa, la sua terra, la campagna. Quindi oggetti di scarto trovati vicino casa, oggetti del mondo contadino, utensili per il lavoro dei campi, parti meccaniche relative ad apparecchi e macchinari che caratterizzarono l’era industriale del ‘900, tutte cose ormai fuori uso e quindi destinate all’oblio. Oltre a ciò, utilizza anche pezzi di auto, treni e quant’altro, in leghe metalliche quali ferro, ghisa, rame, alluminio ecc. Oggetti che, dopo l’usura, vengono sostituiti creando il cosiddetto “materiale per il riciclaggio”. L’artista recuperandoli e riutilizzandoli sapientemente riesce a donargli nuova vita e nuova gloria. La capacità di vedere in singoli pezzi tutti diversi e di differente provenienza e applicazione una possibilità di fusione, di nascita e crescita simultanea, danno all’artista la possibilità di creare opere interessanti, originali e divertenti. Opere che sanno di vita, di rinascita. Con molte di queste è anche possibile interagire, grazie al fatto che hanno delle parti mobili e questo ne accresce l’aspetto vitale. La sua personale ricerca del riuso continua e si sta sviluppando verso forme nuove che guardano al futuro, ai cyborg, all’uomo macchina, ad un probabile futuro scontro tra quello che siamo e quello che stiamo creando. Dunque l’artista tratta temi attuali e futuri con oggetti del passato, d’altronde “senza passato non esisterebbe un futuro”.